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Prezzo: In Agenzia

Mar 110 Villa sul mare in vendita a Piombino

Località: Piombino

Villa storica in vendita, sulla Costa Toscana davanti all’Isola d’Elba

Questa Villa, ex-mulino con struttura a bastione risalente al 1800, è posta sulla scogliera, proprio sul mare, in posizione dominante sul promontorio del golfo di Salivoli, a breve distanza dal porticciolo turistico.

Trasformata in villa marina agli inizi del ‘900 da un noto architetto fiorentino secondo i canoni classici dell’architettura toscana, è composta da un corpo principale di tre livelli più una mansarda abitabile ed una dependance per un totale di circa 600 mq. La villa ha un parco di circa cinque mila metri quadrati ben curato e da questo si scende direttamente alla spiaggia privata dove c’è una rimessa per l’imbarcazione ed un piccolo molo.

Nell’impostazione originaria, il piano più basso, a pochi metri dalla riva del mare, era destinato ad alloggio per gli ospiti e per il personale domestico; il piano di rappresentanza, arricchito da soffitti a cassettone e a volta ed aperto sul giardino, offriva ampie sale per ricevimenti e pranzi; il primo piano, collegato da uno scalone in marmo e legno, ospitava l’abitazione privata, con camere da letto e studi personali.

Gli attuali proprietari, grazie alla versatilità della planimetria, hanno potuto suddividere la villa in due appartamenti, preservando in pieno l’armonia e l’organicità dell’insieme, e senza snaturare l’originaria vocazione aristocratica della dimora.

L’ingresso è al piano terra dove c’è una bella scala in marmo di accesso al primo piano, da qui si accede ad un salone con camino, una sala da pranzo, disimpegno, ampia cucina, un secondo salottino, una camera ed un bagno. Al primo piano troviamo un salotto con camino, una sala da pranzo, due camere, due bagni ed una cucina. Dalla cucina tramite delle scale in legno si sale in mansarda dove è stato ricavato un piccolo studio.

Il piano basso ospita una cucina, una sala pranzo, tre camere da letto e due bagni.

Nella dependance c’è un bel soggiorno – pranzo con stupenda vetrata vista mare, angolo cottura, una camera ed un bagno. Entrambe le strutture sono dotate di terrazze solarium panoramiche. Una bellissima piscina con solarium offre relax nelle giornate di calura estiva e nei giorni di cielo limpido è possibile ammirare tutto l’Arcipelago Toscano.

La zona dove sorge questa villa è ricca di acqua dolce e la proprietà dispone di pozzo per l’irrigazione del giardino.

Location
La Toscana che si affaccia sul mare di Piombino, Baratti, San Vincenzo e va a nascondersi, quasi pudica, nelle colline del metallo costituisce la porta verso una dimensione molto più bella e interessante e di quella Toscana “pittoresca” tanto amata da una certa cultura anglosassone. Ci troviamo in piena Costa degli Etruschi dove riescono a convivere aree di incredibile isolamento e integrità ambientale e zone intensamente vissute. E così il senso dell’armonia in Val di Cornia non è solo la curva di una collina con l’ombra di un cipresso ma la ricchezza di un’energica varietà in continua trasformazione dove coesistono le diversità, per buona pace di puristi e integralisti. In questa varietà emergono eccellenze straordinarie, luoghi imperdibili. Una piazza tra le più belle del mondo? Piazza Bovio, Piombino, letteralmente in mezzo al mare. Un sentiero sospeso tra cielo e mare? Quello tra Cala Moresca e Populonia. I pini domestici più belli della Toscana? A Baratti. La strada più ambita dai ciclisti? Da Sassetta a Suvereto (discesa) o viceversa, il trionfo di curve e controcurve. L’acropoli più vicina al paradiso? Populonia. Il medioevo che parla con i sibili del vento? Nella Rocca di San Silvestro. La civiltà etrusca nelle nostre mani? Nel centro di archeologia sperimentale a Baratti.
La chiave di lettura di questo territorio passa attraverso un sistema di parchi dove, insieme alla natura, si proteggono le radici dell’uomo. I Parchi della Val di Cornia infatti, oltre alla solitudine di spiagge bianche, pinete e leccete graffiate dal libeccio e profumate dal mare regalano percorsi archeominerari e industriali che raccontano le vicende degli uomini che abitano questo territorio da circa 2800 anni. Dai forni fusori etruschi alle acciaierie di oggi, gran parte della vita di questi luoghi è segnata dall’elemento ferro che nel bene e nel male costituisce i binari lungo i quali l’uomo ha attraversato i millenni.
Il promontorio di Piombino, Montioni e Poggi Neri a Sassetta sono polmoni verdi che raccontano il cuore integro e puro di questo territorio; Rimigliano e la Sterpaia sono l’incontro tra il mare e la terra: onde e venti disegnano in continuazione dune di sabbia e soffiano sale e iodio sulla vegetazione arbustiva della macchia mediterranea. Il Parco archeominerario di San Silvestro è un archivio a cielo aperto che si estende per 450 ettari nella Val di Cornia, alle spalle di Campiglia Marittima e costituisce un esempio di integrazione tra ambiente naturale e attività umane fortemente invasive come l’estrazione e la lavorazione dei minerali. In questa zona infatti il legame tra insediamento umano e risorse minerarie costituisce un filo mai interrotto.
La Val di Cornia racconta in tempo reale il tramonto dell’era industriale e la conversione verso una maggiore consapevolezza dei valori ambientali. Nel 1905 quello di Piombino è stato il secondo altoforno acceso in Italia, dopo il primo all’isola d’Elba (1902). Le acciaierie di Piombino hanno segnato nel XX secolo il riscatto per migliaia di persone fino a quel momento obbligate alla vita contadina. Per decenni i giovanni hanno sognato la fabbrica, oggi scappano. Le acciaierie sono controllate quasi totalmente dalla multinazionale russa Severstal, colosso dell’acciaio post-sovietico ma tutti la guardano come un gigante condannato a morte: i settemila operai di ieri sono ormai duemila e ogni sera vanno a dormire con l’incubo della cassa integrazione. Il fantasma nero e fumante è l’eredità della storia di questa terra dove è stata realisticamente ambientata “La Bella Vita” del regista livornese Paolo Virzì che ha scelto Piombino anche per il recente “Io e Napoleone”. “La Bella Vita” sottolinea il traumatico momento di fine secolo in cui il malessere antropologico, culturale, sociale del mondo operaio ormai senza identità libera nuovi stimoli per un cambiamento in cui l’uomo riscopre le potenzialità di un territorio che regala sogni di una vita equilibrata, dove si può vivere delle risorse locali.
Non è un caso la recente candidatura italiana del sistema parchi della Val di Cornia alla prima edizione del Premio Paesaggio 2009 indetto dal Consiglio d’Europa.
Il crepuscolo industriale va di pari passo con l’abbandono delle colture intensive e una conversione nel senso di un’alta qualità della vita. Alcuni ragazzi di belle speranze e valori profondi degli anni 60 e 70 hanno, con passione, fatica, entusiasmo, realizzato in Val di Cornia quello che sembrava un sogno. Daniele e Vilma con i figli sono la prova che si può vivere biodinamicamente producendo vino, olio, miele. Daniele è l’uomo che sussurra con dolcezza ai cavalli e il principe degli alveari, tra regine e operaie. Questa è la storia della Cerreta, una delle aziende agrituristiche che testimoniano l’autenticità della Val di Cornia. Alle porte di Campiglia Marittima invece la famiglia di Jacopo Banti produce olio extravergine e un buonissimo “Peccato” D.O.C., mentre a Fiorentina, tra Baratti e Piombino, Daniele Rocchi produce, sempre nella D.O.C. Val di Cornia “Tuttisanti” di pregio e un nobile “Rivellino”. Una citazione speciale merita la Palamita di San Vincenzo, parente stretta del tonno, dal gusto e consistenza raffinata: il suo più autorevole testimone si chiama Paolo Orazzini. Da provare la porchetta di Palamita. Nel centro storico di Campiglia invece Margherita Piazza è la mamma della semplice e buona torta campigliese fatta con farina, uovo, strutto e pinoli. Sono solo alcune eccellenze del territorio che si presentano semplicemente senza artefazione alcuna.
Il promontorio di Piombino è la meta oltre il tempo. Nelle giornate limpide sembra di poter toccare l’Elba e fare un salto sui profili taglienti della Corsica: è una porta spalancata sul Mediterraneo. Da Cala Moresca all’acropoli di Populonia, passando per Buche delle Fate, i 2500 anni che ci separano dalla civiltà etrusca si trasformano in centimetri. Si cammina infatti a due passi dalle Buche delle Fate, le tombe ipogee etrusche che accompagnano il sentiero verso la costa. Il nome un po’ magico fu dato a queste “buche” misteriose da boscaioli e taglialegna che vivevano e lavoravano nel corso del secolo scorso nella macchia del promontorio di Piombino: pensavano che le cavità fossero dimora notturna di esseri soprannaturali, evidentemente benigni. Bastano venti minuti di cammino “tra le fate” per raggiungere la Finis Terrae toscana. Laggiù c’è tutto il tempo per pensare e guardare lontano. Ha ragione Virzì, qui è proprio bella la vita.



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